Centri del riuso
Sono servizi importanti per il cittadino, che dà la possibilità di conferire prodotti inutilizzati, che possono esser utilizzati da qualcun altro, dando una seconda vita a tanti oggetti. Questo va a ridurre i conferimenti nelle isole ecologiche, un approccio importante dal punto di vista culturale sotto il profilo del riuso.
Uno strumento per conoscere, farsi conoscere e condividere competenze, impianti, strumenti, tecnologie. Tutti hanno la possibilità di trovare il collocamento più conveniente per i propri rifiuti, dal punto di vista economico, ecologico, energetico, ambientale. Per prolungare la vita delle nostre risorse e rendere la nostra economia più indipendente, resiliente e produttiva.
Quando si parla di economia circolare spesso si usano i termini “riuso” e “riciclo” ma con altrettanta frequenza vengono confusi.
Bisogna fare chiarezza fra RIUSO e RICICLO, pur rientrando entrambi nell’ambito della corretta gestione dei rifiuti, i termini “Riuso” e “Riciclo” sono due vocaboli ben differenti tra loro. Spesso però vengono usati in maniera impropria, ovvero interscambiandoli.
L’esatta distinzione si può leggere all’interno della direttiva UE 2008 , dove si parla di “recupero” (vedi allegato)
Riuso: Per “riutilizzo si intendono tutte le operazioni che permettono di riutilizzare per uno stesso scopo prodotti che non sono ancora diventati rifiuti”
Riciclo: “indica invece operazioni di recupero che consentono di ritrattare i materiali del rifiuto di cui siamo detentori, in maniera da ottenere nuovi prodotti, sostanze o materiali da usare sia per nuovi fini che per gli stessi per cui sono stati concepiti”
Riuso, è la buona pratica ambientale che sta alla base della filosofia del prolungare il ciclo vitale di un oggetto in ottime condizioni, a impatto zero. Questo vuol dire anche evitare l'estrazione di materie prime e consentire alla storia ed alla tradizione di genere "cultura del riuso" in un'altra famiglia.
l riuso degli oggetti dovrebbe diventare il ‘modus operandi‘ abitudinario di tutti. Riutilizzare oggetti e prodotti anziché gettarli via apporta notevoli vantaggi, non solo economici, ma anche in termini di salvaguardia della natura e dell’ambiente. Ogni anno, ogni singolo abitante italiano produce ben 495 kg di rifiuti. Il che si traduce in circa 30 milioni di tonnellate ogni anno. Bottiglie di plastica, barattoli di vetro, lattine, tappi, vestiti smessi, accessori per la casa e molto altro ancora. Senza pensarci li buttiamo aumentando in maniera sconsiderata l’inquinamento e il pericolo per il nostro Pianeta. È dunque arrivato il momento per riflettere seriamente sull’importanza del riuso degli oggetti. in buona sostanza, il riuso è un’azione immediata che prevede il riutilizzo di un oggetto non ancora diventato rifiuto. Il riciclo implica invece una vera e propria trasformazione dell’oggetto per dargli una seconda vita, uguale o diversa a quella precedente.
I vantaggi sono tanti e davvero molto importanti, sia per la nostra salute che per il bene del Pianeta.
Riutilizzo creativo è usare ad esempio lattine di alluminio, tinteggiarle e farne o portafiori, porta penne, in questo settore creativo, le idee possono essere moltissime. Oppure bottiglie di plastica per elementi di arredo e molto altro.
IL RICICLO
Per concludere il riciclo avviene alla fine della vita di un oggetto mentre il riuso si mette in atto quando qualsiasi articolo è ancora perfettamente vitale.
Il riciclaggio dei rifiuti non è altro che l’insieme dei metodi e delle strategie che vengono messe in atto per recuperare i materiali dei rifiuti e riutilizzarli. Al riciclaggio si contrappongono nettamente sia l’incenerimento che la raccolta nelle discariche. Questi due sistemi infatti presentano non pochi problemi e rischiano di creare un forte impatto ambientale, che deve essere evitato.
Le discariche non sono altro che luoghi in cui i rifiuti vengono accumulati. Al di là del fatto che ormai lo spazio è sempre meno e che diventa sempre più difficile trovare nuovi luoghi per le discariche, va detto che questo metodo è il peggiore in assoluto. Dal punto di vista ambientale, le discariche sono da concepire come dei grandi accumuli di rifiuti tossici. Perciò sono nocivi ovviamente non solo per la nostra salute ma anche per l’ambiente.
Gli inceneritori hanno il vantaggio di ricavare energia elettrica dalla combustione dei rifiuti. Purtroppo però, questi sistemi producono emissioni nocive e non fanno che peggiorare il problema dell’inquinamento atmosferico.
l processo di riciclaggio dei rifiuti prevede una serie di operazioni che riguardano l’intero processo produttivo e non solo la fase finale di smaltimento dei rifiuti. Innanzitutto infatti, per poter attuare un sistema di riciclaggio, è necessario l’utilizzo di materiali riciclabili e sono gli utenti stessi che producono rifiuti a dover operare una separazione degli stessi, mediante la raccolta differenziata.
Anche in Italia la raccolta differenziata dei rifiuti è diventata una buona prassi, ancora da perfezionare in alcune zone ma comunque si tratta già di un passo in avanti
Quali sono i materiali riciclabili?
I rifiuti riciclabili sono tutti quelli che possono essere riutilizzati per produrre nuovi oggetti oppure nuovi materiali. Le materie prime che possono essere riciclate sono:
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Legno
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Carta e cartone
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Vetro
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Tessuti vari
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Alluminio
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Acciaio
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Pneumatici
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Plastica
Per quanto riguarda la plastica, il discorso però è un po’ più complesso: questo materiale infatti non viene sempre riciclato perché in alcuni casi i costi sono davvero eccessivi e diventa impraticabile. Tuttavia, per fortuna, sembra che il settore sia in continuo sviluppo e che si troverà un modo più economico per riuscire nell’impresa.
Va comunque detto che alcuni tipi di plastica, se bruciati, rilasciano delle sostanze tossiche e nocive, sia per la nostra salute che per l’ambiente: anche per questo motivo è così importante riciclare la plastica ed evitare di portare questo materiale negli inceneritori.
PERCHÉ PREVENIRE
Adottare misure di prevenzione, finalizzate a ridurre la quantità e la pericolosità dei rifiuti prodotti non è solo un principio dettato dai programmi europei e dalle conseguenti direttive, ma è una opportunità economica oltre che ambientale. Le strategie comunitarie sono tese a disallineare la crescita dei rifiuti (scarti da consumi e produzione) dalla crescita economica in modo da garantire uno sviluppo funzionale sia alla successiva gestione dei rifiuti che all'uso delle risorse, soprattutto non rinnovabili. Misure di prevenzione possono essere applicate a tutte le fasi del ciclo di vita d'un bene, a partire dalla fase di progettazione e produzione, di marketing, di distribuzione, vendita e impiego fino alla sua dismissione a fine vita. I diversi livelli in cui è possibile intervenire (imprese, pubbliche amministrazioni, consumatori, etc) determinano una molteplicità di politiche e azioni che è possibile attivare da parte dei vari soggetti interessati. Anche riutilizzare il prodotto più volte, ovvero allungarne la vita utile evitandone la dismissione anzitempo, è una misura di prevenzione. Solo alla fine del loro ciclo di vita i beni dismessi diventano rifiuti e rientrano conseguentemente nella fase di gestione degli stessi in cui sono possibili azioni di massimizzazione del recupero e minimizzazione dell'avvio a smaltimento. La nuova direttiva europea sui rifiuti, la 2008/98/CE, pone particolare enfasi sulla prevenzione, confermata al vertice della gerarchia dei rifiuti, ed introduce ex novo la nozione di "riutilizzo" operazione alla quale viene finalmente conferito uno spazio importante. Nella definizione di prevenzione si ricomprendono, appunto, tutte le azioni che contribuiscono ad allungare la durata di vita dei beni e a ridurre le quantità di rifiuto che si determinano Quando un detentore decide di disfarsi di un bene che non soddisfa più le sue esigenze, non è detto che il bene stesso non possa più soddisfare le esigenze di qualcun altro. Così, se il bene non ha concluso il suo ciclo funzionale di vita può entrare in reti di scambio di oggetti usati quali ad esempio mercatini, le reti di solidarietà e i Centri del Riuso. I Centri del Riuso sono appunto uno strumento finalizzato ad intercettare beni dismissibili, ma non ancora dismessi che possono prolungare il proprio ciclo di vita se utilizzati da altri.
La Regione Marche, con l'adozione della DGR n.1793 del 13 dicembre 2010, ha approvato le prime linee di indirizzo concernenti i Centri del Riuso, finalizzate a promuovere e normalizzare la partica del reimpiego e del riutilizzo dei beni usati, prolungandone il ciclo di vita oltre le necessità del primo utilizzatore.
I Centri del Riuso sono costituiti da locali, o aree coperte, presidiati ed appositamente allestiti dove si svolge unicamente attività di consegna e prelievo di beni usati ancora utilizzabili e non inseriti nel circuito della raccolta dei rifiuti urbani ed assimilati. La Regione Marche, ha voluto normare e favorire l'organizzazione di una Filiera regionale del Riuso articolata ed interconnessa con la rete dei Centri di raccolta comunali ed intercomunali dei rifiuti urbani ed assimilati.
Diverse sono le caratteristiche fondamentali dei Centri del Riuso: sono servizi ad usufruibilità pubblica, mettono a disposizione dei cittadini beni direttamente visibili e ispezionabili, sono frequentemente ubicati in prossimità dei Centri di Raccolta senza comunque escludere, aprioristicamente, una diversa location che può ulteriormente rafforzare la cultura del riuso disaccoppiandola definitivamente dai rifiuti veri e propri (Centro di Raccolta). Per questo motivo i Centri del Riuso rappresentano un servizio chiave nella realizzazione di efficaci politiche di prevenzione da parte delle amministrazioni, in quanto hanno il fondamentale compito di intercettare e prolungare il ciclo di vita di beni ancora utilizzabili prima che diventino rifiuti.
DEFINIZIONI
Prevenzione: il complesso di misure adottate prima che un bene sia diventato un rifiuto e che riducono:
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la quantità dei rifiuti da avviare al recupero e/o smaltimento, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti, o l'estensione del loro ciclo di vita ;
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gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull'ambiente e la salute dell'uomo;
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il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti.
Riutilizzo: qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti, che non sono rifiuti, sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti;
Valutazione: le operazioni di controllo dell'integrità fisica e funzionale alle quali sono sottoposti i beni in ingresso al Centro del Riuso, al fine di consentirne l'accettazione;
Centro del Riuso: locale o area coperta appositamente allestita per l'attività di consegna e prelievo di beni usati;
Titolare del Centro del Riuso: Amministrazione comunale
Gestore: Titolare del Centro o altro soggetto dallo stesso individuato che sulla base di apposita Convenzione gestisce il Centro del riuso;
Centro di raccolta comunale e intercomunale: area presidiata ed allestita dove si svolge unicamente attività di raccolta, mediante raggruppamento per frazioni merceologiche omogenee dei rifiuti urbani ed assimilati conferiti dai detentori per il trasporto agli impianti di recupero e trattamento;
Conferitore: privato cittadino, impresa, ente, utente a ruolo TARI, residente nel territorio di competenza del Centro, che, in possesso di un bene usato ancora integro e comunque tecnicamente funzionante, lo consegni a titolo di donazione al Centro del Riuso affinché, mediante la cessione a terzi, ne possa essere prolungato il ciclo di vita
CARATTERISTICHE E DOTAZIONI TECNICHE DEL CENTRO DEL RIUSO
Dotazioni strutturali
Il Centro del Riuso è costituito da un locale chiuso o area coperta appositamente allestita nel rispetto di tutte le norme vigenti in materia di tutela della salute dell'uomo e dell'ambiente, nonché di sicurezza del lavoro. Il Centro del riuso prevede:
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a) zona di ricevimento e di prima valutazione dei beni;
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b) zona di primo immagazzinamento;
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c) zona di catalogazione;
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d) zona di esposizione dei beni.
Dotazioni attrezzature Il Centro del Riuso deve essere dotato di:
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a) hardware e software necessari ad una gestione di magazzino informatizzata con possibilità di collegamento alla rete dei Centri del Riuso;
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b) attrezzature per la pesatura dei beni o previsione di metodica per l'individuazione del loro peso;
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c) attrezzature tecniche per l'esposizione dei beni (scaffalature per sistemare i beni consegnati, separati per tipologia);
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d) attrezzature idonee alla movimentazione ed all'immagazzinamento dei beni consegnati (carrelli, transpallet, muletto etc) ove necessario in funzione dei volumi conferiti;
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e) esplicita cartellonistica in più lingue, obbligatoria in italiano e inglese, ben visibile per dimensioni e collocazione, che evidenzi le caratteristiche del Centri del Riuso, le tipologie dei beni conferibili, gli orari di apertura, le norme di comportamento, le zone aperte al pubblico e quelle interdette ed ogni altra informazione, avviso, ammonimento ritenuto obbligatorio, necessario o utile al buon funzionamento del Centro.
Dotazioni di servizio:
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a) servizio di presidio per le operazioni di ricevimento e primo immagazzinamento dei beni in ingresso;
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b) servizio di catalogazione e di esposizione dei beni accettati;
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c) servizio di presidio per le operazioni di assistenza e di registrazione in fase di scelta e prelievo da parte dell'utente;
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d) servizio facoltativo di prenotazione del bene via Web con consegna al domicilio dell'utente con costi a carico dello stesso.
AI Centro del Riuso sono accettati i beni di consumo ancora in buono stato e funzionanti, ceduti a titolo di donazione al gestore del Centro, che possono essere efficacemente utilizzati per gli usi, gli scopi e le finalità originarie A titolo esemplificativo:
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piatti, posate e suppellettili
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oggettistica
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giocattoli
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libri
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indumenti
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mobili
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divani
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lampadari (privati della fonte luminosa)
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reti e materassi
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biciclette
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passeggini e carrozzine
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elettrodomestici di piccola taglia e funzionanti (come ferri da stiro, forni a microonde, apparecchi per cuocere, ventilatori, apparecchi elettrici di riscaldamento, aspirapolvere, tostapane, macchine per cucire, frullatori, macinacaffè, friggitrici, apparecchi radio, video registratori, apparecchi televisivi, telefoni, fax, cellulari, personal computer, stampanti ed altre periferiche, piccole apparecchiature informatiche, etc)
UTENTI E MODALITÀ DI ACCESSO AL CENTRO DEL RIUSO
Ai fini dell'acceso al Centro è possibile prevedere nel Regolamento di funzionamento del Centro:
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il tesseramento dei conferitori/utenti del Centro
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la possibilità ai cittadini di altri Comuni, qualora convenzionati con l'amministrazione comunale titolare, di accedere al Centro in qualità di conferitori/utenti del Centro
COMUNICAZIONE ED INCENTIVAZIONE
Il titolare ed il gestore del Centro sono tenuti a dare massima pubblicità al Centro del Riuso.
In fase di start-up è opportuno diffondere la presenza del Centro del Riuso utilizzando tutti i mezzi di comunicazione a propria disposizione. Il titolare ed il gestore del Centro, in regime ordinario, devono comunque svolgere una adeguata informazione sull'attività del/dei Centro/i del Riuso, anche prevedendo, se possibile, la consultazione via internet dei beni disponibili presso i vari centri.
Centro Riuso Castelraimondo
Il Centro del Riuso intercomunale di Castelraimondo è stato realizzato grazie alla Regione Marche, all’Ata n. 3, all’Unione Montana del Potenza, Esino, Musone, al Cosmari e ai Comuni di Castelraimondo e Camerino. Al nuovo Centro del Riuso Intercomunale potranno conferire o ritirare oggetti in buono stato i cittadini residenti nei comuni di: Apiro, Camerino, Castelraimondo, Cingoli, Esanatoglia, Fiuminata, Gagliole, Matelica, Pioraco, Poggio San Vicino, San Severino Marche, Sefro e Treia.
Materiali da recupero
Sono riciclabili anche i rifiuti edili: con i prodotti della demolizione di una casa si possono produrre inerti, ghiaia, elementi per le strade e tanto altro. Tutti i metalli possono essere riciclati così come tutti i rifiuti organici possono essere convertiti in biogas o terriccio.
Spesso, il problema dei rifiuti, non è lo smaltimento o il recupero in sé, bensì la convenienza economica. Per esempio, il vetro figura indubbiamente nell’elenco dei materiali riciclabili ma la pratica del riciclo è diffusa solo in minima parte perché economicamente sconveniente.
Il vetro si può recuperare fondendolo per lavori artistici e creativi ma hanno costi elevati per via dell’utilizzo di appositi forni costosi e l’elevato costo dell’energia elettrica.
I materiali riciclabili si sentitizzano a solo 8 materie prime (legno, vetro, carta, tessuti, pneumatici, alluminio, acciaio e plastica). L’elenco è estremamente riduttivo perché tutti i metalli si possono riciclar, basti pensare al silicio recuperato dai pannelli solari esausti, alle piccole quantità di oro e argento recuperati dai RAEE, senza poi parlare di platino e tutti quei materiali considerati Terre rare.
In ambito domestico è più facile fare un elenco dei materiali riciclabili e dei rifiuti non riciclabili.
Rifiuti riciclabili in casa
In casa, l’elenco dei rifiuti che si possono riciclare è molto breve se si considera solo la raccolta differenziata. Sono considerati rifiuti riciclabili, infatti:
Carta e cartone carta di giornali, quaderni, scatole delle scarpe, scatole d’imballo.
Plastica PET, PE, PS, PP vale a dire bottiglie, polistirolo, imballaggio.
Alluminio e acciaio, vale a dire lattine, scatolette di tonno, scatole delle conserve, fogli di alluminio alimentare, tappi a corona.
Rifiuti organici; Tutto ciò che è avanzo e scarto alimentare può essere convertito in compost o usato come biomassa per la produzione di biogas.
Rifiuti RAEE; I rifiuti elettronici contengono metalli preziosi e altri materiali riciclabili.
Olio da cucina
L’olio di frittura deve essere assolutamente smaltito correttamente, sia per non danneggiare l’ambiente sia perché gli oli esausti sono un’ottima risorsa.
In casa produciamo altri rifiuti che possono essere riciclati. Un mobile che gettate via tra i rifiuti ingombranti, potrebbe essere riciclato se avviato alla giusta filiera.
Vecchi mobili possono sia essere restaurati oppure recuperati dipingendoli con lo stile shabby, uno stile inglese per arredi creativi e di recupero per un’abitazione personalizzata.
Con il legno di armadi, mensole, top da cucina che si possono produrre pannelli isolanti e altri arredi.
Plastica riciclabile
Il riciclo della plastica in Italia muove un business di 700 milioni di euro, con 2 mila addetti ai lavori e oltre 300 imprese coinvolte.
Ogni anno, nel nostro paese, si raccolgono e riutilizzano 750 mila tonnellate di plastica. Il riciclo riguarda il 61% del materiale plastico immesso sul mercato, quindi queste cifre possono ancora aumentare. Riciclando la plastica si può produrre diesel, con la pirolisi, la plastica viene sciolta in un ambiente privo di ossigeno per creare un distillato simile al petrolio, dal quale si possono ricavare diversi combustibili, compreso il diesel. Le prime applicazioni di questo particolare riciclaggio sono operate dalla società Cyna Plc.
Per il materiale plastica e il suo riciclaggio , l’argomento è ampio. Una volta raccolta, la plastica viene pressata per agevolarne il trasporto presso gli stabilimenti che si occupano di selezione e riciclaggio della plastica per il suo riutilizzo come “materia prima seconda“, ovvero come materia prima non vergine. Dalla raccolta della plastica, questa viene destinata o ai centri di selezione e riciclo oppure ai centri di compattazione. La plastica, una volta raggiunto lo stabilimento di riciclaggio, viene inserita in un apposito impianto che provvede alla lacerazione degli eventuali sacchetti di raccolta. La prima selezione della plastica di tipi meccanico avviene in un vaglio rotante che separa le varie famiglie di plastiche in base alla loro dimensione.
A seguito di questa prima separazione meccanica che è effettuata dal vaglio rotante (una sorta di enorme centrifuga), avvengono delle ulteriori separazione a opera di lettori ottici che separano la plastica in base ai polimeri di composizione e a eventuali colorazioni, in questo caso la separazione non avviene con un movimento rotatorio (centrifuga) ma con dei soffi d’aria. A questo punto avviene una seconda compressione con stoccaggio dove si vanno a formare degli imballi omogenei dati dalle stesse tipologie di plastiche.
Oltre alle divisioni meccaniche vi sono anche quelle manuali dove la plastica passa su un nastro trasportatore e gli addetti ai lavori rimuovono eventuali materiali plastici non idonei al riciclaggio come giocattoli in plastica erroneamente smaltiti nella raccolta differenziata della plastica.
In Italia sono presenti circa 40 impianti di selezione della plastica da riciclare. Le prospettive di guadagno, a lungo termine, non mancano, tuttavia, per avviare un’attività di riciclo della plastica in proprio, sono necessari grossi investimenti. Solo per i macchinari necessari per portare a termine le fasi descritte in precedenza, sono necessari almeno cinque milioni di euro.
Altro punto di riferimento per il riciclo della plastica in Italia è l’Assorimap, Associazione riciclatori e rigeneratori materie plastiche.
Rifiuti edili e pneumatici
Anche i rifiuti edili si possono riciclare e le prospettive economiche, per chi ha le adeguate attrezzature, sono più che floride. Innanzitutto, lo Stato italiano, prevede una spinta in più nelle graduatorie degli appalti comunali, provinciali e regionali, per le ditte edili che usano e gestiscono materiali di cantiere riciclati. I pneumatici vengono spesso utilizzati per la produzione di asfalti e pavimenti.
Redazione a cura di:
L.A.C.A.M.
Capofila Progetto RI.CRE.A
R.I.CRE.A.
Ricerca, Innovazione, CREazione, Ambiente